Occhi di donna

15 02 2011

Sono in Italia proprio mentre esplode il caso Ruby -bunga bunga.

Il mondo dello spettacolo ha una lunga tradizione di scambi sessuali che favoriscono la carriera.

Sin dai miei esordi di regista, mi è capitato di rifiutare alcune proposte “allettanti”, che avrebbero cambiato radicalmente la mia vita. Rifiutando, diventi consapevole di aver scelto la via lunga per il successo, ammesso che ci arrivi.

Molti anni dopo, ai miei alunni di cinema e tv dell’Istituto d’Arte di Monopoli – così affascinati, ammaliati, condizionati, dai media – svelavo anche un po’ di “dietro le quinte”, perché si svegliassero.

Un giorno, racconto un episodio sui miei primi passi nel mondo del cinema. Seguivo un film che si girava in Puglia e mi fecero una proposta che mi avrebbe portata dritta a Roma, con molti mezzi e porte aperte a disposizione. Ad una sola condizione: che ci fossi stata, che l’avessi “data”. Un coro di domande mi anticipa in classe: “Professoressa, e lei che ha fatto?!!!”. Quando rispondo “Chiaro, ho rifiutato!”, un’alunna s’indigna:” Nooo!!! Professorè, perché?!! Io l’avrei fatto, tanto che ci vuole… insomma, una volta che si conclude, poi ottieni il successo!” Nessuna mia obiezione la convince, neanche il dubbio di ottenere davvero ciò che le è stato promesso, con tutta la concorrenza di ragazze come lei in giro.

Ciò che m’importa della vicenda Ruby, non è lo spettacolo penoso di un premier con la pompetta, ma che ci siano donne che hanno perduto la sacralità del proprio corpo e la dimensione autentica del piacere. Da femminista ho lottato per la libertà sessuale, non per la mercificazione e la degradazione della donna. Registro l’equivoco, ancora una volta. Negli anni ‘70 si gioiva per il fiorire di radio libere e tv private, si parlava di pluralismo, oggi ci si può rendere conto che il vero progetto di controllo e consumo di allora è quasi realizzato.

Manco da due anni dall’Italia e vedo una regressione enorme. Il condizionamento di massa è penetrato ancora più in profondità. E i canali attraverso cui ciò avviene si sono moltiplicati. Oggi in una casa non ci sono solo le tv, sempre accese, ma si convive con videogiochi, telefonini, computer, applicazioni… Un flusso continuo di immagini, che si assimilano inconsciamente.

All’ora di pranzo, fascia oraria per famiglie, vedo un “normale” servizio di costume del TG2 che spiega alle donne cosa devono fare per piacere agli uomini: e giù tutto il vecchio arsenale di tacchi a spillo, scollature, sculettamenti e trucchi volgari. Bevo l’amaro calice fino in fondo.

Per me, regista e giornalista della scomparsa serie televisiva “Occhi di donna”, progetto pilota per le pari opportunità nei media, è un cazzotto nei denti. Non solo non è cambiato niente ma la situazione è peggiore di quel che sembra.

Osservate le bambine, sempre più addestrate a fare le “lolite”, da un mercato che se ne frega dell’etica o dei traumi psichici con cui crescerà ancora un’altra generazione.

Ciò che sta prevalendo a livello di massa è un modello pubblicitario, semplice, ripetuto, seriale, capace di stabilirsi in modo permanente nella memoria, individuale e collettiva. Condizionano le menti, continuano a pompare immagini artificiali, che si trasformano in desideri, proiezioni, identificazioni…

Per questo, pubblico con piacere un brano tratto dal mio Format di “Occhi di donna” (1999), il bilancio di un’esperienza collettiva, ancora maledettamente attuale.





2010 in review

3 01 2011

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1

1 – L’ARTE DELLA MEMORIA June 2009

2

B – Test sulla percezione June 2009
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3

2 – LA PERCEZIONE SENSORIALE June 2009

4

A – Percezione selettiva June 2009

5

Ipazia d’Alessandria February 2010





La lingua segreta delle immagini

20 09 2010

Fantastica interpretazione creativa del mio libro, ad opera del artista gallego José Ramón Teijo Pena, en exposición con sus obras surreales, en el marco de las iniciativas de EscapARaTE, organizadas por Tito Di Pippo en el C.C. El Campanario.

“La comunicazione audiovisiva è influenzata da fattori intimamente connessi con la natura stessa dell’essere umano, di cui abbiamo disimparato l’importanza. Il modo con cui si percepisce la realtà che ci circonda non è condizionato solo dalle caratteristiche fisiche dell’occhio, diverse da quelle di un qualsiasi apparecchio di ripresa, ma anche dal funzionamento della mente umana che produce spontaneamente “immagini mentali”.

Spesso poi, ciò che crediamo di vedere subisce l’influsso di ricordi, abitudini mentali, proiezioni psichiche,emozioni o complessi, perlopiù inconsci. Altrettanto inconsapevolmente percepiamo segnali non verbali, come la postura, la mimica,lo sguardo e i movimenti nello spazio che, proprio come su un palcocenico,disegnano significati di intimità, sfera personale,spazio reale, infinito. E infiniti sono i meccanismi di fascinazione dell’immagine attraverso cui il reale e l’immaginario si intrecciano nella psiche umana. Il linguaggio delle immagini è istintivo in ogni essere umano ma l’educazione tradizionale spesso lo ignora, inaridendosi sugli aspetti logici,razionali, deduttivi, materiali, gli unici ritenuti importanti, in una società maschile che ha bollato l’altro modo, intuitivo, induttivo, come irrazionale, femminile, “inferiore”. Con il risultato di eliminare dalla
consapevolezza una parte straordinariamente importante della natura di ogni essere umano, uomo o donna che sia.
In piena rivoluzione digitale e civiltà dell’immagine, paradossalmente, i saperi sono stati così parcellizzati nei singoli “specialismi”, da far proliferare un tecnicismo arido,in cui si perdono le radici, i perchè profondi di una certa regola. Scopo di questo libro è svolgere un’azione divergente, unificare le conoscenze in una visione multi-disciplinare, seguendo il filo di Arianna di antiche e moderne acquisizioni di sapere sulla psiche umana. La tecnica  riacquista così spessore e senso, e ci guida con nuovi occhi alla scoperta dell’Universo.”

da “La lingua segreta delle immagini” di Ida Mastromarino





La comunicazione sociale

4 03 2010

È un tipo di pubblicità che al contrario di quella commerciale cerca di sensibilizzare il pubblico prendendo posizione su un problema di natura sociale, culturale, politica. Campagne contro la violenza domestica o lo sfruttamento dei bambini, che fanno riflettere o che invitano al rispetto di regole civili, come la raccolta differenziata, la guida prudente in stato non alcolico, l’uso del casco integrale.

Realizzare una campagna sociale efficace richiede l’approfondita conoscenza  del problema e implica la scelta di linguaggi espressivi adeguati al target da raggiungere e la traduzione in immagini memorabili, movimentate, colorate, emotive, che colpiscono l’immaginazione e il cuore.

Mi è capitato di conoscere gli effetti sul pubblico di un mio spot per la campagna europea “Cabiria” contro la tratta delle schiave, trasmesso in Albania. Studiato a fondo il tema,  la nazione, la cultura, le persone coinvolte, scelsi una chiave narrativa familiare al grosso pubblico, la telenovela, per calamitare l’attenzione senza suscitare irritazione: non è facile dire in famiglia che il fratello sfrutta la sorella.

Quando anni dopo, da docente, l’ho fatto vedere nelle mie classi, gli alunni albanesi presenti hanno esclamato: Ma questo l’abbiamo visto, non ci posso credere, l’ha fatto lei! Mia nonna piangeva tutte le volte che lo vedeva!; e un’altra: Mia madre si arrabbiava, non credeva possibile che fratelli e cugini costringessero le ragazze a prostituirsi con la violenza e litigava con mia nonna…”. Un’esperienza diretta che conferma come un messaggio studiato, su temi così  delicati, colpisca la psiche delle persone e serva a far discutere. …

Brano estratto dal libro





Indice del libro

4 11 2009

Copertina

I – L’ARTE DELLA MEMORIA

Archivio multimediale p.11, Le abitudini mentali ed emotive p. 16

II – LA PERCEZIONE SENSORIALE

La percezione selettiva p.20, Test e allenamenti sensoriali p.24, Visualizzare p.29

III – L’ARTE DELLA CREATIVITA’

Le tecniche creative p.33, Il processo creativo p..37, I punti di vista p. 39

IV – IL LINGUAGGIO DEL CORPO

Lo spazio personale p.42, Il significato dei gesti p. 45

V – PROGETTARE

Fotografia p.50, Audiovisivi p.54, Pubblicità p. 60, Cartoni animati p. 64

VI – PRODURRE

Una storia di invenzioni p.69, Le comunicazioni di massa p.77, La produzione audiovisiva p. 82, Produrre un cartone animato p.87

VII – L’ARTE DELLA FOTOGRAFIA

Vedere la realtà in modo fotografico p. 92,  La riproduzione fotografica p. 99, Analogico e digitale p.107

VIII – LA LUCE

Le proprietà p.112. I tipi di luce p.115,  Funzioni psicologiche della luce p.118

IX – LA MAGIA DELLA RIPRESA

L’occhio dello spettatore p.123,  L’inquadratura p.126, La distanza cinematografica p.129, I movimenti di macchina p.133, Elementi collaterali p.139

X – L’ARTE DEL MONTAGGIO

La pratica p.143,  Il montaggio narrativo p.147,  Il montaggio continuo p.158,  La colonna sonora p.168

XI – L’ANIMAZIONE

Il disegno animato p.172,  Distorsione e movimento p.179, Altre tecniche di animazione p.184

XII – LA TELEVISIONE

La neo-televisione p.186,  Il nuovo linguaggio televisivo p.191, Gli effetti sociali dei media p.196, La patente p.201

XIII – IL REALE E L’IMMAGINARIO

Il Mito della Caverna p.207, L’immagine della realtà p.213,  L’immaginario p.219,  Bibliografia p.226





La lingua segreta delle immagini diventa un libro

27 08 2009

copertina libro

Alle generazioni che scorrono nel flusso audiovisivo digitale, oggi si richiede una formazione poliedrica, a tutto campo: questo manuale traccia un quadro sintetico ma completo di linguaggi, tecniche, “mestieri”, tra analogico e digitale, di fotografia, cinema, animazione, televisione. In più, offre una panoramica sull’arte della creatività e della memoria, sulla percezione sensoriale, il linguaggio del corpo e della psiche, per risvegliare le qualità sottili del digital-all-maker presente-futuro, che segue le continue evoluzioni della tecnica, ma tiene sempre a mente quei principi base che non possono variare, perché sono legati alla natura stessa dell’essere umano. Si svelano così le “quinte di cartone” del presente e si assegna il giusto peso alle responsabilità etiche e sociali di chi produce immagini. Le tecniche audiovisive insegnano che la vita è fatta di “qui e ora” da ricreare nello spazio-tempo di un film. L’attenzione al presente svela le proiezioni della mente e spalanca le porte su una dimensione espressiva più alta. È questa l’impresa difficile, che trasforma in Artista chi la compie.

Ida Mastromarino: regista, autrice, giornalista, docente di linguaggi audiovisivi, ora vive a Fuerteventura e si dedica all’arte, alla scrittura, alla creazione di video sperimentali.

In Italia è stata: docente a contratto di “Storia delle produzioni Radio Televisive”, allo S.T.A.M.M.S., Università del Salento (2006-2007) . Docente di “Immagine fotografica, filmica e televisiva”, Istituto Statale d’Arte di Monopoli (Ba ) (2002-2007). Regista, autrice, conduttrice per le tv del Gruppo Telenorba (1990- 2001). Curatrice di eventi di cinema, arte, teatro, autrice e regista dell’Opera rock italiana “Androidi” (1985-1990). Regista per la R.A.I.–Radio Televisione Italiana (1982-1987). Laureata in Filmologia, al DAMS di Bologna (1981). Vincitrice di numerosi premi.

Passate e recenti produzioni sono visibili sui questo sito e su  http://www.youtube.com/psichefilm








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