Affascinata dall’intensa bellezza del paesaggio di Fuerteventura, la mia ricerca di artista residente nell’isola vuole superare la riproduzione della realtà, che ha caratterizzato il mio passato italiano di regista, giornalista, professoressa di cinema e tv.Nel video “I 4 Elementi Canari” uso l’arte audiovisiva per riflettere immagini fantastiche, ipnotiche, una dimensione del possibile, in cui fluiscono figure mitiche, simboli astrologici, pura energia. Macrocosmo e microcosmo rimbalzano sullo stesso specchio virtuale, in un linguaggio segreto che parla direttamente alla psiche profonda.
Girato a Fuerteventura, La Gomera, Gran Canaria, Tenerife, Lanzarote, il video è composto di 4 capitoli, ciascuno montato con la sua forma simbolica: Elemento Acqua, triangolo con la punta verso il basso; Elemento Fuoco: triangolo con la punta verso l’alto; Elemento Aria: sfera; Elemento Terra: quadrato.
La colonna sonora originale dei video è dell’artista Tito Di Pippo. Le stampe digitali completano il progetto: dal video ho estratto fotogrammi e elaborato immagini simboliche per ciascun elemento.
30 giugno-14 agosto 2010, exposición colectiva “El Artista y la Isla”, Centro de Arte Juan Ismael, Fuerteventura.
I 4 elementi non sono semplici “simboli” o concetti astratti ma sono le forze vitali dell’intera creazione, percepita attraverso i sensi. Sono le basi dell’astrologia e delle scienze occulte, ma comprendono anche tutto ciò che possiamo percepire e sperimentare. Sono la vita dei 4 elementi della materia fisica: terra, fuoco, aria e acqua….
Forze vitali, fattori e modelli d’energia, gli elementi hanno un significato fisico, psicologico e spirituale.
In tutto il mondo, molte culture considerano i 4 elementi nelle loro tradizioni filosofiche, religiose o mitologiche: postulano l’esistenza di un’energia primaria che si manifesta in “sottocorrenti” di energia, chiamate “elementi”, con un processo che assomiglia a quello di un trasformatore elettrico. All’energia primaria sono stati dati nomi diversi – prana, forza vitale, Qui – ma le caratteristiche essenziali sono identiche in tutte le culture.
Nel Tibet furono costruite enormi strutture chiamate “stupa” come simboli giganteschi delle strutture della creazione. La base dello stupa è un grande cubo (che rappresenta la terra), su cui poggia una sfera (l’acqua) alla cui sommità si trova una struttura a forma di spirale (il fuoco). In cima vi è una mezza luna (l’aria) in cui poggia una piccola sfera (l’etere, parola tibetana per indicare la forza primaria da cui derivano le altre forze). Lo stupa rappresentava la base della cosmologia tibetana, che considerava gli elementi come le energie fondamentali del cosmo.
Una concezione analoga si trova nelle sacre scritture dell’India (come la Bhagavad Gita) e anche nei principi filosofici della medicina ayurvedica.
La filosofia cinese e l’agopuntura si basano sulla concezione degli elementi. Come tibetani e indiani li ritengono espressioni della natura, così i cinesi parlano di 5 elementi – legno, fuoco, terra, metallo, acqua – che comprendono tutti i fenomeni della natura e si adattano simbolicamente anche all’essere umano. Sono 5 perché aggiungono “l’etere” ai 4 elementi della tradizione occidentale, che non lo cita perché lo considera la fonte degli altri 4.
Anche la filosofia greca antica si basava sulla dottrina degli elementi, che paragonava alle 4 facoltà dell’uomo: morale (fuoco), estetica e sentimentale (acqua), intellettuale (aria) e fisica (terra). L’Europa del medioevo e del Rinascimento ricavò l’idea dagli scritti di Galeno e li collegò con i 4 “umori” e i 4 temperamenti umani.
In Giappone troviamo numerosi esempi dell’importanza attribuita agli elementi. Per esempio in un testo di buddismo zen, i nostri tradizionali 4 elementi sono rappresentati come le 4 qualità che si sommano nella creazione: luce (fuoco), aerazione, fluidità, solidità.
Gli elementi sono intessuti in modo intricato nella trama della mitologia. Tra gli antichi Sumeri, la cui religione considerava ogni aspetto e attività della vita, le divinità più importanti corrispondevano a 4 elementi: Anu al cielo (Aria), Enlil alla tempesta (fuoco), Ninhursaga alla terra e Enki alle acque.
Per Maharaj Charan Singh “Tutto ciò che vediamo con gli occhi fisici è costituito da uno o più elementi, cioè terra, acqua, aria, fuoco ed etere; ed ognuno di questi elementi è dannoso per l’altro. Ma, con l’aiuto o per opera dell’anima (…) tutte e 5 gli elementi sono racchiusi e agiscono nel corpo umano, e ognuno li manifesta secondo il proprio karma; tutti e 5 sono però attivi in misura maggiore o minore in ogni corpo umano.” Egli afferma che regolano non solo il corpo ma anche la mente, e mette in relazione gli elementi con i chakra e con varie tendenze che devono essere superate perché si possa ottenere un progresso spirituale: l’aria con l’avidità, l’acqua con la passione, il fuoco con l’ira, la terra con l’attaccamento.
























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