Omaggio a Tara

7 02 2010

Omaggio artistico alla Dea Tara, girato alle Isole Canarie. Video e cuadro di Ida Mastromarino, accompagnato dal mantra di Tara, cantato dalla monaca tibetana Ani Choying Drolma, che ho conosciuto personalmente a Torino, per un convegno di donne per la pace, e con la musica di Sina Vodjani. Dedicato alla vita e alla morte, al ciclo di trasformazione che la Madre Terra ci insegna ad accettare. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.

Homenaje artístico a la Diosa Tara, rodado en las Islas Canarias. Video y pintura de Ida Mastromarino, acompañado por el mantra de Tara, cantado por la monja tibetana Ani Choying Drolma, que he conocido personalmente en Turin, por un convenio de mujeres por la paz, y con la música de Sina Vodjani.
Dedicado a la vida y a la muerte, a los ciclos de transformación que la Madre Tierra nos enseña a aceptar. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.

Artistic homage to the Goddess Tara, of Islas Canaris. Video and paint by Ida Mastromarino, with the Tara’s mantra, singed by the tibetan nun Ani Choying Drolma, I personally know her in Torino, for a meeting of women for peace, and with Sina Vodjani’music.
Dedicated to life and death, to the cycles of transformacion that Mather Heart teach us to accept. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.





Lo spettacolo e la vita

16 01 2010

Gorky definisce il complesso di proiezione/identificazione, cioè la partecipazione affettiva, la realtà semi-immaginaria dell’uomo”. C’è davvero confusione tra la partecipazione immaginaria (lo spettacolo) e quella sociale (la vita). Una confusione che produce personalità pre-confezionate, come abiti da indossare: tutti sostengono una “parte”, sia per gli altri che per se stessi.

Proiezioni e identificazioni alimentano lo spettacolo nella vita normale, dal modo di vestirsi (il travestimento), al viso (la maschera), ai propositi (le convenzioni), al sentimento della propria importanza (la commedia). A seconda di come identifichiamo le immagini sullo schermo con la vita reale, entrano in azione le nostre personali proiezioni-identificazioni.

L’esempio classico di questo meccanismo mentale è l’esperimento del regista russo Lev Koulechov, negli anni ’20, riprodotto in questo video della serie spagnola “Amar el Cine”. Una tecnica di montaggio in cui si alterna lo stesso primo piano dell’attore Ivan Mousjoukine a 3 riprese diverse: un piatto di minestra e un bicchiere di vino su una tavola, il cadavere di una bambina in una bara, una donna sdraiata su un divano. Nonostante il primo piano sia lo stesso, il pubblico percepisce  differenti stati d’animo nell’attore.

Il processo di proiezione identifica luci ed ombre sullo schermo con cose ed esseri reali, attribuendo loro una realtà che dopo la visione manca in modo evidente, in altre parole conferisce realtà alle immagini.

Emotività, movimento, luci, colori, regia, musica, intensificano questo meccanismo di partecipazione affettiva, da cui dipende la passività del pubblico.





La creacción de Art Quijote

12 08 2009

El artista Tito Di Pippo construye su autoretrato, Don Quijote, nel su taller en “El Campanario”, Corralejo, Fuerteventura. Dos meses de trabajo en 3 intensos minutos de montaje ritmico “hypnotico” del video, realizado por Ida Mastromarino, con musica y ruidos original de Tito Di Pippo. Es el primero acto de la creaccion de “Art Quijote” (2009).

The artist Tito Di Pippo build his selfportrait, Don Quijote, in his studio in “El Campanario, Corralejo, Fuerteventura. Two months of work concentrated in 3 minute of rytmic “hypnotic” cutting of the video, realizated by Ida Mastromarino, original music and noises by Tito Di Pippo. This the foundation of “Art Quijote”.

L’artista Tito Di Pippo costruisce il suo autoritratto, Don Chisciotte, nel suo studio nel “El Campanario”, a Corralejo, Fuerteventura. due mesi di lavoro in 3 intensi minuti di montaggio ritmico “ipnotico” del video, realizzato da Ida Mastromarino, con musiche e rumori originali di Tito Di Pippo. E’ il primo atto di fondazione di “Art Quijote”.








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.