Il Quinto Elemento

21 10 2010

Creazione e realizzazione Ida Mastromarino. Musica e voce Tito Di Pippo e Ida Mastromarino.

Da tre fonti si alimenta questo video d’arte, dedicato a tutti i vivi e i  morti.

Prima fonte, le meditazioni stimolate dalla lettura de “il libro dei segreti” di Deepak Chopra: “la rottura assoluta tra la vita e la morte è un’illusione. Ciò che preoccupa le persone davanti alla perdita del corpo è che sembra una rottura o interruzione terribili. Questa interruzione si concepisce come sparire nel vuoto; è l’estinzione totale della persona. Però questa prospettiva, che suscita una paura tremenda, è limitata all’ego. L’ego brama la continuità; vuole sentirsi oggi come un’estensione di ieri (…) in questo momento già non sei la persona che eri un secondo fa. Pertanto ti stai afferrando ad un’illusione di continuità. Rinuncia ad essa in questo momento e comprenderai che sei stato discontinuo tutto il tempo: sei cambiato continuamente, e costantemente ti sei sommerso nell’oceano di possibilità per generare qualcosa di nuovo.

La morte si può considerare un’illusione completa, perché già sei morto. Quando pensi a chi eri, nei termini dell’io, ti rimetti al tuo passato che già non esiste. I ricordi sono reliquie di un tempo andato. L’ego si mantiene intatto mediante la ripetizione di ciò che già sa. Però la vita è, di fatto, sconosciuta, come deve essere se vogliamo concepire nuovi pensieri, desideri ed esperienze. Se scegli di ripetere il passato, impedisci che la vita si rinnovi. (…)

Se rifiuti l’idea di stare nel mondo ti renderai conto del fatto che sempre hai vissuto da questo luogo discontinuo. Non circoscritto, chiamato anima. Quando muori entrerai nello stesso luogo sconosciuto, e allora avrai una buona opportunità di sentire che mai sei stato più vivo. Perche aspettare? Puoi essere tanto vivo come vuoi mediante un processo conosciuto come resa.è il passo successivo per vincere la morte (…) quando ti vedi come il ciclo totale di morte nella vita e vita nella morte, allora ti sarai arreso, lo strumento mistico più potente contro il materialismo. Sulla soglia della realtà unica, il mistico rinuncia a tutta la necessità di limiti e si immerge direttamente nell’esistenza. Il cerchio si chiude e il mistico sperimenta se stesso come la realtà unica.”

La seconda fonte è la ricerca su reale e immaginario fatta da edgar Morin: riflessi, ombre, fluidità, esercitano un potere immenso di fascinazione sulla psiche umana, danno corpo al nostro doppio, sono in relazione con le pratiche magiche e i primi illusionisti cinematografici. Ho approfondito questi aspetti psichici nel mio libro “La lingua segreta delle immagini”.

La terza fonte sono io. Io, il mago dei Tarocchi, l’illusionista arcaica, Il Quinto Elemento, l’osservatore che influisce sull’osservato, componendo la mia personale visione dal profondo dell’anima, sperimentando il potere ipnotico dei riflessi, giocando con la luce su cristalli, specchi, lenti…

Dal vaso vuoto all’acqua, la vita. Pietre riempiono il vaso – le prime, chiare e luminose, le ultime nere come la notte. Ma, anche quando non c’è più luce, l’energia non cessa di esistere. Il tempo è l’illusione che ci lega all’ego. L’energia fluisce sempre e assume forme diverse, fisiche e mentali.

Nella realtà unica, mistica e quantica, siamo molecole danzanti. Per questo canto  “I never die”, io non muoio mai.





I 4 Elementi

10 07 2010

Affascinata dall’intensa bellezza del paesaggio di Fuerteventura, la mia ricerca di artista residente nell’isola vuole superare la  riproduzione della realtà, che ha caratterizzato il mio passato italiano di regista, giornalista, professoressa di cinema e tv.Nel video “I 4 Elementi Canari” uso l’arte audiovisiva per riflettere immagini fantastiche, ipnotiche, una dimensione del possibile, in cui fluiscono figure mitiche, simboli astrologici, pura energia. Macrocosmo e microcosmo rimbalzano sullo stesso specchio virtuale, in un linguaggio segreto che parla direttamente alla psiche profonda.

Girato a Fuerteventura, La Gomera, Gran Canaria, Tenerife, Lanzarote, il video è composto di 4 capitoli, ciascuno montato con la sua forma simbolica: Elemento Acqua, triangolo con la punta verso il basso; Elemento Fuoco: triangolo con la punta verso l’alto; Elemento Aria: sfera; Elemento Terra: quadrato.

La colonna sonora originale dei video è dell’artista Tito Di Pippo. Le stampe digitali completano il progetto: dal video ho estratto fotogrammi e elaborato immagini simboliche per ciascun elemento.

30 giugno-14 agosto 2010, exposición colectiva “El Artista y la Isla”, Centro de Arte Juan Ismael, Fuerteventura.

I 4 elementi non sono semplici “simboli” o concetti astratti ma sono le forze vitali dell’intera creazione, percepita attraverso i sensi. Sono le basi dell’astrologia e delle scienze occulte, ma comprendono anche tutto ciò che possiamo percepire e sperimentare. Sono la vita dei 4 elementi della materia fisica: terra, fuoco, aria e acqua….

Forze vitali, fattori e modelli d’energia, gli elementi hanno un significato fisico, psicologico e spirituale.

In tutto il mondo, molte culture considerano i 4 elementi nelle loro tradizioni filosofiche, religiose o mitologiche: postulano l’esistenza di un’energia primaria che si manifesta in “sottocorrenti” di energia, chiamate “elementi”, con un processo che assomiglia a quello di un trasformatore elettrico. All’energia primaria sono stati dati nomi diversi – prana, forza vitale, Qui – ma le caratteristiche essenziali sono identiche in tutte le culture.

Nel Tibet furono costruite enormi strutture chiamate “stupa” come simboli giganteschi delle strutture della creazione. La base dello stupa è un grande cubo (che rappresenta la terra), su cui poggia una sfera (l’acqua) alla cui sommità si trova una struttura a forma di spirale (il fuoco). In cima vi è una mezza luna (l’aria) in cui poggia una piccola sfera (l’etere, parola tibetana per indicare la forza primaria da cui derivano le altre forze). Lo stupa rappresentava la base della cosmologia tibetana, che considerava gli elementi come le energie fondamentali del cosmo.

Una concezione analoga si trova nelle sacre scritture dell’India (come la Bhagavad Gita) e anche nei principi filosofici della medicina ayurvedica.

La filosofia cinese e l’agopuntura si basano sulla concezione degli elementi. Come tibetani e indiani li ritengono espressioni della natura, così i cinesi parlano di 5 elementi – legno, fuoco, terra, metallo, acqua – che comprendono tutti i fenomeni della natura e si adattano simbolicamente anche all’essere umano. Sono 5 perché aggiungono “l’etere” ai 4 elementi della tradizione occidentale, che non lo cita perché lo considera la fonte degli altri 4.

Anche la filosofia greca antica si basava sulla dottrina degli elementi, che paragonava alle 4 facoltà dell’uomo: morale (fuoco), estetica e sentimentale (acqua), intellettuale (aria) e fisica (terra). L’Europa del medioevo e del Rinascimento ricavò l’idea dagli scritti di Galeno e li collegò con i 4 “umori” e i 4 temperamenti umani.

In Giappone troviamo numerosi esempi dell’importanza attribuita agli elementi. Per esempio in un testo di buddismo zen, i nostri tradizionali 4 elementi sono rappresentati come le 4 qualità che si sommano nella creazione: luce (fuoco), aerazione, fluidità, solidità.

Gli elementi sono intessuti in modo intricato nella trama della mitologia. Tra gli antichi Sumeri, la cui religione considerava ogni aspetto e attività della vita, le divinità più importanti corrispondevano a 4 elementi: Anu al cielo (Aria), Enlil alla tempesta (fuoco), Ninhursaga alla terra e Enki alle acque.

Per Maharaj Charan Singh “Tutto ciò che vediamo con gli occhi fisici è costituito da uno o più elementi, cioè terra, acqua, aria, fuoco ed etere; ed ognuno di questi elementi è dannoso per l’altro. Ma, con l’aiuto o per opera dell’anima (…) tutte e 5 gli elementi sono racchiusi e agiscono nel corpo umano, e ognuno li manifesta secondo il proprio karma; tutti e 5 sono però attivi in misura maggiore o minore in ogni corpo umano.” Egli afferma che regolano non solo il corpo ma anche la mente, e mette in relazione gli elementi con i chakra e con varie tendenze che devono essere superate perché si possa ottenere un progresso spirituale: l’aria con l’avidità, l’acqua con la passione, il fuoco con l’ira, la terra con l’attaccamento.





L’Occhio magico

28 04 2010

Videoart di Ida Mastromarino, girato nella campagna pugliese.  Colonna sonora originale Tito Di Pippo. Produzioni Imagier 2006

“L’immagine riflessa ha un carattere paradossale: è ad un tempo oggettiva, perché distingue e isola i soggetti, permettendo distacco e presa di distanza, e soggettiva, per i poteri trasfiguranti del doppio, vale a dire per il fascino dell’immagine e la fotogenia. Il riflesso possiede le stesse qualità del doppio, colte nell’acqua o in uno specchio, anche se ormai siamo così abituati agli specchi che serve un’emozione forte, per stupirci o farci spaventare di noi stessi. Anche l’ombra, che di giorno ci segue e di notte ci possiede nel sogno, è un po’ atrofizzata ai giorni nostri, confinata nelle isole magiche del folclore, dell’occultismo, dell’arte.

La fotografia è un’immagine fisica ricca di qualità psichiche, un puro riflesso, come uno specchio.  La sua natura è fatta di riflessi e di ombre, da cui fluisce l’impressione di realtà.  Con la sua stessa estetica, l’arte della fotografia attua l’unione delle qualità dell’immagine mentale, del riflesso, dell’ombra, imbalsama il tempo, contiene i geni del mito. Per questo fa parte d’ogni aspetto della vita: si sorride anche per una foto-tessera, senza contare i rituali intimi e familiari, i sentimenti coronati da uno scatto, i viaggi, i volti e gli oggetti fotogenici, le foto artistiche.

La fotogenia è un insieme unico d’ombra, riflesso e doppio, che fissa sull’immagine fotografica le potenze affettive dell’immagine mentale. Nel trasferire sull’immagine fotografica le nostre immagini mentali, le nostre visioni, siamo favoriti dalla natura stessa dello strumento fotografico, fondato su ombra e riflesso.” [1]


[1] Ida Mastromarino, “La lingua segreta delle immagini”





Omaggio a Tara

7 02 2010

Omaggio artistico alla Dea Tara, girato alle Isole Canarie. Video e cuadro di Ida Mastromarino, accompagnato dal mantra di Tara, cantato dalla monaca tibetana Ani Choying Drolma, che ho conosciuto personalmente a Torino, per un convegno di donne per la pace, e con la musica di Sina Vodjani. Dedicato alla vita e alla morte, al ciclo di trasformazione che la Madre Terra ci insegna ad accettare. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.

Homenaje artístico a la Diosa Tara, rodado en las Islas Canarias. Video y pintura de Ida Mastromarino, acompañado por el mantra de Tara, cantado por la monja tibetana Ani Choying Drolma, que he conocido personalmente en Turin, por un convenio de mujeres por la paz, y con la música de Sina Vodjani.
Dedicado a la vida y a la muerte, a los ciclos de transformación que la Madre Tierra nos enseña a aceptar. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.

Artistic homage to the Goddess Tara, of Islas Canaris. Video and paint by Ida Mastromarino, with the Tara’s mantra, singed by the tibetan nun Ani Choying Drolma, I personally know her in Torino, for a meeting of women for peace, and with Sina Vodjani’music.
Dedicated to life and death, to the cycles of transformacion that Mather Heart teach us to accept. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.





La creacción de Art Quijote

12 08 2009

El artista Tito Di Pippo construye su autoretrato, Don Quijote, nel su taller en “El Campanario”, Corralejo, Fuerteventura. Dos meses de trabajo en 3 intensos minutos de montaje ritmico “hypnotico” del video, realizado por Ida Mastromarino, con musica y ruidos original de Tito Di Pippo. Es el primero acto de la creaccion de “Art Quijote” (2009).

The artist Tito Di Pippo build his selfportrait, Don Quijote, in his studio in “El Campanario, Corralejo, Fuerteventura. Two months of work concentrated in 3 minute of rytmic “hypnotic” cutting of the video, realizated by Ida Mastromarino, original music and noises by Tito Di Pippo. This the foundation of “Art Quijote”.

L’artista Tito Di Pippo costruisce il suo autoritratto, Don Chisciotte, nel suo studio nel “El Campanario”, a Corralejo, Fuerteventura. due mesi di lavoro in 3 intensi minuti di montaggio ritmico “ipnotico” del video, realizzato da Ida Mastromarino, con musiche e rumori originali di Tito Di Pippo. E’ il primo atto di fondazione di “Art Quijote”.





Luna mistíca

15 07 2009

Una noche de luna llena, palmas, viento, frente a las dunas de Corralejo, Fuerteventura, Islas Canarias. Videoart de Ida Mastromarino.





Elemento Agua

19 04 2009


Girato tra le acque di 5 Isole Canarie, dai boschi de La Gomera alle Dune di Fuerteventura, e montato cercando l’essenza del simbolo, rifuggendo il realismo. Musiche originali di Tito Di Pippo.








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