Metavisioni della realtà

Grandi metavisioni dell’artista Tito Di Pippo

titodipippoblog

Au redéz vous des amíes Au redéz vous des amíes

PARABOLE…IPERBOLE… METAVISIONI DELLA REALTÀ? Questa è la prima parte di una serie di collage fecondati dalle riflessioni e visioni del mondo che mi circonda: dalla politica alla finanza, dalle guerre con le bombe alle guerre finanziarie, dalle frammentazioni delle costituzioni all’impoverimento di milioni di cittadini, dalla politica feudale europea a quella mondiale. I pezzi di questa enorme scacchiera hanno cominciato a prendere forma e collocazione, con la lettura giornaliera del “Fatto Quotidiano” e dopo la lettura di un libro: “Massoni- Società a responsabilità illimitata” di Gioele Magaldi. Avevo una visione della massoneria e del suo esoterismo attraverso libri di René Guenón, Elémire Zolla, Oswald Wirth, Gershom Schoulem, Raphaél, Fulcanelli, Muni Sadu, e tanti altri che non sto ad elencare. Ma mi mancava la Chiave per tradurla nella nostra attualità,e questa, me l’ha fornita il Gran Maestro Gioele Magaldi della Loggia GOD (Grande Oriente Democratico). I personaggi degli ultimi…

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“Out”

Quando ho lasciato la Puglia, mi sono fatta il più bel regalo di sempre: cinque anni vissuti a Fuerteventura. Mentre l’eterna primavera scaldava le mie ossa e la natura risvegliava il cuore, me ne andavo meditando sulla vita, prendevo le distanze dal mio nome, dalla mia storia personale, dalla mia carriera, e tutto si trasformava in creazione artistica, multiforme, senza pause, libera.

Quando sono tornata in Puglia, e sono già due anni, pur essendo cambiata dentro, non sono riuscita a mantenere questa creatività felice. Lo so, i cicli della vita sono alterni ma la verità è che le radici mi stanno strangolando.

Tutto è vecchio e conosciuto, non è cambiato niente. Semmai è peggiorato, ognuno chiuso nel suo doppio su FB, attaccato al passato, senza la forza di svelare con coraggio le illusioni che ne hanno fatto parte. Le cose non sono come abbiamo pensato che fossero e la realtà di oggi, politica, sociale, culturale, umana, ne è la prova evidente: poteri determinati a farci schiavi, informazione imbavagliata e manipolante, trionfo di mafie di ogni tipo, relazioni false, superficiali, e tanta, tanta collusione individuale, ognuno a grattare un po’ di utile per sé. Belle parole e cattive pratiche.

Sono “out”.

Ho 60 anni, non tingo i miei capelli bianchi né mi maschero per sembrare più giovane.

Sono giornalista ma non ho parole mondane da sprecare, tantomeno per due euro al chilo.

Sono regista ma preferisco non usare la mia telecamera per riprendere le passerelle dell’ovvio e dei blabla o un territorio che devasta la sua bellezza.

Sono artista ma non sono contemporanea visto che, anche se sono viva, mi ostino a dare significati profondi alle mie opere, nel trionfo circostante dell’insulso.

Sono politicizzata ma distante anni luce da qualsiasi partito, dunque priva della possibilità di lavorare.

Sono donna ma non amo più l’egoismo di un pensiero femminile che attribuisce ogni colpa agli altri, pur non essendo esente da difetti e connivenze.

Ammetto di essere stata arrogante, egoista, stronza; di essermi illusa su tante cose; di aver vissuto buona parte della mia vita nell’ignoranza di me stessa; di aver scoperto un mondo interiore di una ricchezza infinita; di studiare tanto, assecondando i miei molteplici interessi; di amare mio marito, l’unico vero amico con cui scambio, rido, gioco, creo.

Sì, sono proprio “out” e sapete che vi dico? Mi piaccio veramente. Se vorrete cancellarmi dalle vostre cerchie, ne sarò lieta. Io già lo sto facendo. Senza vecchie zavorre raggiungerò prima il prossimo approdo. Quale sarà? E che ne so. Io intanto sono viva.

idatindaya

Arte e blues

I QUADRI DI IDA MASTROMARINO e la TREC BAND (1997)
Gino Giangregorio : canto e chitarra, Dino Panza : armonica,
Sergio langella : tastiere, Gianfranco Quaratino : chitarra basso, Gianni Mele : batteria.

Il musicista Dino Panza mi ha invitato a collaborare al suo progetto, inviandomi un brano dei Ten Years After, I Cant Keep From Crying Sometimes, suonato benissimo dalla Trec Band, che evoca (40 o piú years after) la mia ribelle adolescenza… Ho fantasticato su milioni di immagini possibili e poi gli ho dato le foto dei miei quadri, perché potesse montarli secondo la sua visione. Leggendo il testo della canzone a cose fatte, ho scoperto un uomo che piange la morte della sua amata. Nei miei lavori c’è sempre una meditazione “quantistica”: niente muore, tutto si trasforma, siamo interconnessi, siamo il Tutto. L’anima del blues a spasso per il cosmo. Lieta di aver partecipato.