Visualizzazione

La nostra mente ha grandi facoltà immaginative. Pensate ai sogni ad occhi aperti in cui a volte ci si ritrova persi: non sono dei veri e propri film, con tanto di video, audio, sapori, sensazioni, emozioni…? E che dire poi dei sogni veri, che ci trasportano in situazioni fantastiche, irreali, immagini memorabili…? Le immagini fanno parte della nostra natura:evocate da  pensieri ed emozioni, la mente ne produce di continuo. Compito di un artista è portare alla luce quelle immagini che rispecchiano la sua visione.

La visualizzazione trasforma le informazioni in materiale visivo e sensoriale e, con l’abitudine, migliora la creatività. Per il cervello, l’esperienza immaginaria è uguale a quella reale: se chiudete gli occhi e immaginate di mordere una fetta di limone, ne sentite anche il gusto aspro sul palato. Visualizzare significa immaginare le cose, rendendo l’esperienza soggettiva simile a quella reale.

Per riuscirci bisogna allenarsi all’uso soggettivo dei 5 sensi.
Rilassati e concentrati, fantasticate ad occhi chiusi: con la vista, create la vostra immagine di una parola e concretizzatela in un oggetto.  Con l’udito, ascoltate soggettivamente suoni e rumori prodotti dall’oggetto. Con il tatto, immaginate di toccarlo, avvertite le sensazioni di contatto. Con l’olfatto, immaginate di annusarlo, percepite gli odori e, meglio ancora, le puzze. Con il gusto, mordete, leccate, assaggiate, mentalmente l’oggetto.

Emotività e movimento
Ricordando che le sensazioni negative e spiacevoli favoriscono la memorizzazione, è importante dar vita e movimento alle immagini nel modo più emotivo e fantasioso possibile. L’immagine va vista da sopra, da sotto, ridotta, ingrandita, immaginata con differenti forme, colori, movimentata con spostamenti vorticosi e rumorosi.

Porsi domande
Chi, come, quando, dove, perché? Le domande consentono la partecipazione attiva. Quando si partecipa attivamente, in qualunque circostanza, è più facile concentrarsi e apprendere informazioni. Immaginate di spingere un pulsante e con un click accendete la vostra attenzione, ma non andate in apnea, respirate.
Visualizzate un materassino da mare: che forma ha? di che colore è? Ha dei disegni? Di che colore sono? È sgonfio oppure no? Quale sensazione dà se immaginate di stringerlo tra le mani? È ruvido oppure no? E’ bagnato o asciutto? È caldo o fresco? Ha qualche odore? E se doveste mangiarlo? Emette rumori particolari?

Cambiare punto di vista
Guardate il materassino da sotto…, provate ad allontanarlo e rimpicciolirlo… per poi ingrandirlo a dismisura… fino a farlo sparire. Cambiategli il colore più volte… Mutate la sua forma, immaginandolo quadrato… poi ovale… poi triangolare. Fatelo muovere: vedetelo roteare e prendere sempre più velocità. Osservate i suoi movimenti e ascoltate il rumore che produce. Lasciatelo libero di muoversi nel modo più fantasioso possibile.

Esercitazione
Rilassatevi, respirando con calma e riportando l’attenzione sul respiro per qualche minuto. Poi chiudete gli occhi e immaginate di vedere, ascoltare, toccare, odorare, gustare, sviluppare l’emotività, dare vita, colore e movimento, rendere grotteschi, paradossali, sproporzionati, esagerati: degli oggetti (una sedia, un letto, un orologio…), delle  parole (osservatore, mangiare, forse…), delle idee (libertà, creazione, civiltà…).

Associazione di immagini
È una tecnica di memoria utile per stimolare la nostra capacità di collegare avvenimenti tra di loro, cioè di inventare storie . Per la mente umana è un modo naturale di pensare, non richiede sforzi e sviluppa la creatività. Per eseguire bene una serie di associazioni con parole che non hanno alcun collegamento tra di loro, bisogna seguire alcune regole:
Fissate il punto di partenza: rilassatevi, chiudete gli occhi, immaginate con precisione di dettagli uno schermo cinematografico, su cui proiettate il vostro film.
Mantenete la giusta sequenza lineare: come una catena fatta di anelli, ogni scena è unita solo alla precedente e alla successiva, non c’è connessione, cioè, tra la 2° e la 5°.
Trasformate: un’associazione troppo logica è banale, piatta, non viene ricordata, perciò la trasformazione non deve essere razionale, mettete a riposo per un po’ l’emisfero sinistro, il giudizio critico. Ricordate che più la scena è assurda, più funziona. Non divagate da una scena all’altra e concentratevi solo sull’anello in esame.

Usate l’emotività: le immagini memorabili, prescrivono l’uso di:
➢    Ridicolo e comico (pensate alle “follie” dei cartoni animati)
➢    Paradossale e assurdo (situazioni non logiche, anche immagini di   tipo sessuale)
➢    Sproporzionato (invertite le proporzioni comuni, esagerate)
➢    Movimentato e colorato
➢    Sensoriale (rumoroso, puzzolente… utilizzate tutti i sensi)

Un film immaginario
Immaginate di creare una storia, usando l’elenco di parole più semplice del mondo, la lista della spesa: dovete comprare patate, succo di frutta, pesce e insalata.
Rilassatevi, chiudete gli occhi e immaginate di proiettare il vostro film su uno schermo cinematografico: vi vedete all’ingresso del supermercato, avete appena varcato le porte  e una valanga di patate vi sommerge completamente, con un fragore sordo. Mentre strisciate per riemergere dal cumulo, vi accorgete che le mani sono impregnate di un liquido appiccicoso, leccate le dita, il sapore è dolce, profuma di frutta… ma è il succo di frutta! Scorre a fiotti all’infinito da un minuscolo cartone forato, che esplode all’improvviso come una bomba, creando un’enorme vasca d’acqua nel supermercato, da cui saltano migliaia di pesci gialli piccolissimi che si tuffano nel vostro carrello. Cercate di fuggire ma il carrello si è inceppato: le ruote ora sono rosse… è insalata! Una visualizzazione del genere allena i “muscoli mentali”, fate esperimenti con elenchi da memorizzare, e sviluppa la creatività. Può diventare anche la scena di un folle cartone animato.

Molte fiction seriali usano questi ingredienti ma, uno su tutti, sembra usarli tutti: il serial televisivo “Malcom”, in onda da molti anni, concentra in ogni puntata, paradossi, visioni assurde, sogni e bizzarrie dei suoi protagonisti. Memorabile una puntata in cui, mentre gli adulti cercano di sgomberare il giardino di casa da una montagna di spazzatura, scaricata da uno spazzino dispettoso, la creatività degli autori della serie è capace di far vivere al figlio piccolo, la beatitudine paradossale di praticare ogni tipo di sport sciistico, su quella meravigliosa montagna di sacchetti puzzolenti, come fosse una cima innevata, e con tanto d’abbigliamenti e attrezzature all’ultimo grido.

Esercitazione
Adesso scegliete una lista di parole facili (oggetti materiali) e ideate una storia, con il metodo delle associazioni. Scrivete, senza censurare nulla e, solo alla fine del processo creativo, valutate logicamente i risultati. Siete soddisfatti? Se siete riusciti ad evadere il controllo del pensiero critico, congratulatevi con voi stessi. Impegnatevi con parole più difficili, con concetti immateriali, come amore e pace.

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