Associazioni mentali

Possiamo immaginare la nostra memoria come un enorme magazzino in cui 10 nuove informazioni al secondo, immesse per tutta la vita,  occupano appena il 50% dello spazio. Qui le informazioni si possono smarrire ma non dimenticare.
Le associazioni corrispondono al meccanismo abituale del pensiero: con l’informazione in entrata, i 5 sensi si scompongono e si dirigono in aree corticali diverse (uditiva, visiva, olfattiva, gustativa, tattile, centro scrittura e parole). Nel ricordare, le informazioni divise si ricompongono, perché ciascuna sezione comunica con le altre. “Quando un impulso sensoriale oggettivo o soggettivo arriva in un punto del cervello, comincia a rimbalzare da un emisfero all’altro, quasi a cercare altre informazioni. Questo velocissimo processo genera continue associazioni con sensi diversi, il che spiega anche la capacità creativa umana. A volte capita di ricordare senza apparenti motivi qualcosa di insolito, un ricordo d’infanzia o fatti molto remoti: in questo caso si parla di un’associazione inconscia, vale a dire di un’associazione avvenuta senza un controllo cosciente sul processo mentale. Una particolare sensazione, fa rivivere la memoria di un avvenimento lontano, come nell’esempio, citato più avanti, della “petite madeleine” di Marcel Proust.

A distanza di anni queste stesse associazioni possono rivelarsi negative se sono legate a dei traumi, cioè ad episodi vissuti negativamente. Immaginate una bambina che dipinge e una madre che fa commenti negativi sul suo disegno. Nella mente della bambina si associano e s’immagazzinano concetti d’inadeguatezza legati a colori e pennelli, che rendono probabile, ma non impossibile, che diventi una pittrice.
È importante allenare la mente con giochi enigmistici, indovinelli, rebus, problemi creativi, esercizi con i numeri. Fa bene anche interessarsi di materie varie, conoscerne le basi teoriche e il funzionamento pratico, e fantasticare (ogni tanto) sugli oggetti, porsi domande: potrebbe essere in un altro modo? Più leggero o più pesante? Memorizzare, contrariamente a quel che si crede, implica creatività, non ripetizione.

Le lunghezze della memoria
Immediata: dura 20 secondi e, se non si presta ancora attenzione, l’informazione viene subito sostituita da un’altra. È detta anche memoria sensoriale, perché i dati entrano nel cervello attraverso i sensi e vengono decodificati in impulsi elettrici (fase elettrica).
A breve termine: dura 15-20 minuti ed è una fase intermedia in cui c’è ancora la possibilità che l’informazione venga cancellata, ma i ricordi interessano di più e si attivano le sinapsi delle cellule cerebrali (fase chimica).
A lungo termine: subentra nel corso dei 20 minuti del secondo stadio, quando l’RNA si duplica e continua a moltiplicarsi, unendosi a molecole di aminoacidi che formano una proteina stabile. L’RNA si scioglie ma la proteina rimane e viene trasferita nel magazzino a lungo termine. La memorizzazione diventa “materia” e si cristallizza in modo indelebile.

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