Processo creativo

L’idea nasce da un processo creativo. L’ostacolo principale alla nascita di un’idea siamo noi stessi, o meglio il pensiero critico che ci appartiene, in quanto esseri umani. Giocare con le tecniche creative, significa mettere inizialmente da parte il pensiero logico-razionale. Spesso infatti abbiamo buone idee prodotte dall’emisfero destro, che il pensiero critico, governato dall’emisfero sinistro, distrugge, definendole stupide. Questo meccanismo autocritico interrompe sul nascere l’ideazione. Lo spirito con cui calarsi nelle idee non è logico razionale ma intuitivo, fantasioso, una dimensione di sogni ad occhi aperti, in cui giocare senza censure. Al termine, le facoltà razionali tornano ad essere utili, per la valutazione. Qualunque tipo d’idea si debba elaborare, dalla fotografia al cinema, al documentario, all’animazione, alla pubblicità, all’invenzione di un nuovo prodotto, ci sono delle fasi attraverso cui arrivare allo sviluppo di un’idea originale.

  • Ricordare le proprie esperienze: il primo approccio è con il ricordo delle proprie esperienze. Le memorie e  i sogni sono risorse inesauribili. Basta ricordare la propria vita: i giorni passati a sognare il futuro, i giochi con gli altri bambini, la sensazione d’essere esclusi, i momenti di paura. Ricordare è un atto creativo. Quando si riesce a far vivere un’esperienza attraverso una sceneggiatura, il pubblico ne comprende l’autenticità, la vive, la sente, la percepisce. Parte del lavoro creativo consiste nell’affinare la capacità di ricordare: sentire i suoni, evocare lo stato d’animo, ricordare il dolore. Annotare le proprie esperienze, organizzarle in schedari, integrarle con esperienze di altri, fornisce un ricco repertorio di situazioni, utile per scrivere scene autentiche, fondate sui propri ricordi.
  • Informarsi: la fase successiva richiede che ci s’informi sul tema o sul soggetto, approfondendo la conoscenza dei diversi aspetti. La sceneggiatura di “Rain Man”, ad esempio, ha richiesto una ricerca approfondita sull’autismo: in che consiste, come funziona psicologicamente, quanto si può comunicare, cosa può e cosa non può fare una persona col problema, per scoprire come esprimere il talento di un autistico sapiente. Poi hanno dato forma drammatica alla loro ricerca, celandola nella storia, senza passaggi noiosi zeppi di informazioni: apprendiamo attraverso l’azione. Una cameriera fa cadere una scatola di stuzzicadenti e al protagonista basta uno sguardo per dire che sono 142. Raccogliere informazioni su un tema vi consente di entrarci, di sviscerarne ogni aspetto: le nuove notizie stimolano, anche piccoli particolari ignorati o non connessi tra loro, possono far accendere la lampadina dell’idea.
  • Definire il problema: il lavoro creativo dipende dall’abilità di mettere a fuoco con chiarezza ciò che si cerca, vale a dire le proprie intenzioni. Solo così sorgono le soluzioni felici.

 

  • Mettere l’idea in incubazione: in questa fase bisogna solo attendere, staccare, dedicarsi ad altre attività, uscire. È il momento in cui le idee ribollono come in un calderone, si creano nuove associazioni, ma è inutile accanirsi cercando subito soluzioni coscienti e razionali. Mentre ci distraiamo, l’inconscio lavora per noi, è la nostra Musa ispiratrice.  Se pensiamo coscientemente ad un problema, l’abitudine e lo sforzo compiuto per trovare delle soluzioni convoglia le idee in una direzione lineare, che segue percorsi prevedibili o familiari. Le idee che giungono per questa via sono banali ma se si aspetta, se si permette all’inconscio di elaborarle, di giocarci un po’, le idee possono combinarsi e rincorrersi in svariati modi. Lasciandole libere, è possibile consolidare connessioni originali, che sarebbero in un primo momento rifiutate dalla mente razionale. Nell’attesa stimolatevi ponendovi domande, sollecitando la Musa ad offrirvi soluzioni, scrivendo un biglietto con il quesito che vi tormenta prima di dormire, facendo schizzi, passeggiate, scrivendo lettere all’emisfero destro… ognuno trovi i suoi metodi per entrare in rapporto con lei, la Divina Ispiratrice.
  • Rivedere le tecniche creative: associare, aggiungere, togliere, moltiplicare, dividere, cambiare punto di vista, definire l’obbiettivo, cambiare la funzione degli oggetti, chiedersi perché, stimolano la ricerca di espedienti narrativi originali. La soluzione che cerchiamo può arrivare all’improvviso, magari mentre si guida. Che fare? Bisogna fermarsi, cogliere l’attimo e scrivere le idee con la chiarezza e la felicità espressiva, che sgorga irrefrenabile in quel momento… se non lo fate subito, l’idea si sgonfia. Come i giornalisti, tenete sempre un taccuino a portata di mano.
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