Omaggio a Tara

Omaggio artistico alla Dea Tara, girato alle Isole Canarie. Video e cuadro di Ida Mastromarino, accompagnato dal mantra di Tara, cantato dalla monaca tibetana Ani Choying Drolma, che ho conosciuto personalmente a Torino, per un convegno di donne per la pace, e con la musica di Sina Vodjani. Dedicato alla vita e alla morte, al ciclo di trasformazione che la Madre Terra ci insegna ad accettare. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.

Homenaje artístico a la Diosa Tara, rodado en las Islas Canarias. Video y pintura de Ida Mastromarino, acompañado por el mantra de Tara, cantado por la monja tibetana Ani Choying Drolma, que he conocido personalmente en Turin, por un convenio de mujeres por la paz, y con la música de Sina Vodjani.
Dedicado a la vida y a la muerte, a los ciclos de transformación que la Madre Tierra nos enseña a aceptar. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.

Artistic homage to the Goddess Tara, of Islas Canaris. Video and paint by Ida Mastromarino, with the Tara’s mantra, singed by the tibetan nun Ani Choying Drolma, I personally know her in Torino, for a meeting of women for peace, and with Sina Vodjani’music.
Dedicated to life and death, to the cycles of transformacion that Mather Heart teach us to accept. Ohm Tare Tuttare Turé Soha.

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Il Femminile occultato

Il Cenobio de Valerón è un giacimento archeologico preistorico, situato in Gran Canaria.  365 camere artificiali di misure diverse scavate nella toba vulcanica, un agglomerato di cellette, distribuite su 5 livelli, alcuna delle quali possedevano finestre. Le ipotesi su queste grotte abitate incastonate nella montagna sono differenti, come sempre quando si parla dei misteri della preistoria. La visione accademica ufficiale ci parla di un granaio, in cui si immagazzinavano cereali, alimenti e attrezzi. Una visione totalmente materiale, che esclude altri racconti del tempo della conquista spagnola – vecchie cronache sull’esistenza di una corporazione di Vestali, Le Harimaguadas,  che vivevano in una specie di conventi installati all’interno di grandi caverne – e ignora l’opinione di etnografi che insistono nella caratterizzazione del luogo come un convento o Cenobio di sacerdotesse.

Troppo spesso la scienza si fa guidare da pregiudizi mascherati di obbiettività, la visione sessista è radicata così in profondità nella cultura ufficiale di tutto il mondo, che il femminile è relegato in ruoli marginali anche nella ricostruzione di un passato così lontano. Per l’archeologia ufficiale i simboli del linguaggio sacro femminile sono solo “decorazioni geometriche”, “statuette di fertilità”.  Lo ha dimostrato l’archeologa Maria Gimbutas: tutta le interpretazioni della storia, tutti i siti archeologici dovrebbero essere rivivisitati, alla ricerca del Femminile nascosto, come ha fatto lei, rivelando le tracce del culto della Dea, che unisce i siti preistorici di tutta Europa. Ci sono molte tracce somiglianti anche qui, alle Canarie.

Per la sua maestosa bellezza, questo è un luogo perfetto per la meditazione. Qui si possono incontrare le lucertole giganti (lagartos) di cui parla Plinio il Vecchio, nell’anno 77. Con un po’ di fortuna questi inoffensivi draghi si possono ancora vedere allo stato naturale a La Gomera, El Hierro, Tenerife, Gran Canaria. Ho avuto questa sorte proprio qui, al Cenobio di Valeron, luogo sacro del feminile antico. Il messaggio? Per elevare il nostro femminile ad un livello più alto di coscienza, e giungere a Sophia, dobbiamo affrontare il drago delle emozioni.

TEIDE – Montaña Sagrada

de Ida Mastromarino, con Tito Di Pippo. Musica Artenara.

Segun una leyenda de los antiguos aborigenes Guanches, el demonio, nombrado Guayota, se apoderò del Sol “Magec” y se escondiò dentro del Teide, dejando el mundo en la oscuridad. Achamàn fue en su busca y, durante la lucha, el demonio arrojava rìos de fuego y lava. Pero Achaman venciò y devolviò a Magec al cielo, condenando a Guayota a vivir encerrado en el Teide, razòn por la cual los guanches consideraban que allì estaba el inferno al que llamaban Echeyde.

Secondo una leggenda degli antichi aborigeni Guanchi, il Demonio, chiamato Guayota, si impadronì del Sole Magec e si nascose dietro il Teide, lasciando il mondo nell’oscurità. Achaman andò alla sua ricerca e, durante la lotta, il demonio lanciava fiumi di fuoco e lava. Però Achaman vinse e riportò Magec in cielo, condannando Guayota a vivere prigioniero nel Teide. Per questo i Guanchi ritenevano che lì ci fosse l’Inferno,  che chiamavano Echeyde.

Escursion màs allà de las nubles, esa sur el Teide, Tenerife, Islas Canarias, el volcàn mas alto de Espana (ca3.750mt). Las ultimas erupciòn del 1798 y  del 1909 dan vida a una alternancia corta-aliento de paisajes espectacular: un Parque Natural Nacional, con bosques de pinos canarios seculares, malpais, rechinantes desiertos de pòmez, milenarias estratificaciònes de rocas. No es casual que aqui han rodado muchas pelicùlas, como “Star Wars”. Ningun rodaje puede capturar la emociòn que se prueba en vivo… ese sentido de consternada impotencia en comparaciòn con las  Fuerzas de la Natura en acciòn… ese sentirse pequenitos y de repente conscientes de la absurda presunciòn humana.

Escursione oltre le nuvole, quella sul Teide, Tenerife, Isole Canarie, il vulcano più alto di Spagna (ca3750mt.). Le ultime eruzioni del 1798 e  del 1909 danno vita ad un’alternanza mozzafiato di paesaggi spettacolari: un Parco Naturale Nazionale di boschi di pini canari secolari, duro territorio pietroso chiamato malpais, crateri, scricchiolanti deserti di pomice, stratificazioni millenarie di rocce.
Non è un caso che vi abbiano girato diversi film, tra cui “Guerre Stellari”.
Nessuna ripresa può catturare l’emozione che si prova dal vivo… quel senso di sgomenta impotenza nei confronti delle Forze della Natura in azione… quel sentirsi piccoli e d’un tratto consapevoli dell’assurda presunzione umana.

Un brano extracto de Baudolino de Umberto Eco, offrece nuevas perceciònes sensoriales y ocasion de imaginaciòn…  pero yo no soy capaz de traducirlo en espanol…y aqui està en italiano… perdonais my idioma! Un brano tratto da Baudolino di Umberto Eco offre percezioni sensoriali e ulteriori spunti all’immaginazione di ciò che poteva essere la furia degli elementi in azione.

“(…) Era davvero il fiume di pietra, e se ne resero conto quando arrivarono presso le sue rive, frastornati per il grande strepito che quasi impediva a ciascuno di ascoltare le parole dell’altro. Era un fluire maestoso di massi e terriccio, che scorreva senza sosta, e si potevano scorgere, in quella corrente di grandi rocce informi, lastre irregolari, taglienti come lame, ampie come pietre tombali, e tra l’una e l’altra, ghiaia, fossili, cime, scogli e spuntoni. Andando a pari velocità come spinti da un vento impetuoso, frammenti di travertino rotolavano gli uni sugli altri, grandi faglie vi slittavano sopra, per poi diminuire il loro impeto quando rimbalzavano su fiumane di petrelle, mentre ciottoli ormai rotondi, levigati come dall’acqua per quel loro scivolare tra masso e masso, saltellavano in alto, ricadevano con rumori secchi, e venivano presi da quei medesimi vortici che essi stessi creavano urtando gli uni contro gli altri. In mezzo e sopra quell’accavallarsi di molti minerali, si formavano sbuffi di rena, refoli di gesso, nubi di lapilli, schiume di pomici, rivoli di malta.”

(…) “Era un rosseggiare di ematiti e cinabri, un baluginare di atramento come se fosse acciaio, un trasvolare di minuzzoli d’auripigmento del giallo all’arancio squillante, un azzurrìo di armenio, un biancheggiare di conchiglie calcinate, un verdeggiare di malachiti, uno svanire di litargirio in zafferani sempre più pallidi, uno squillare di risigallo, un ruttare di terrume verdaccio che impallidiva in polvere di crisocolla e poi trasmigrava in sfumature d’indaco e violetto, un trionfo di auro musivo, un purpureggiare di biacca bruciata, un fiammeggiare di sandracca,  un gatteggiare di  creta argentaria, una sola trasparenza di alabastri.”

Pirámides de Güimar

Reportaje de Ida Mastromarino, musica original Tito Di Pippo. Thor Heyerdhal, explorador antropólogo y escritor noruego (1914-2002), llegò en Güímar, en la isla de Tenerife, Islas Canarias y descubriò, con investigaciones astronómicas, que las Pirámides se encuentran orientadas hacia la puerta de Sol en el solsticio de verano, como las otras Pirámides del mundo. Però los arqueologos de la Universidad de la Laguna (Tenerife) relacionaban las  piramides con el aprovechiamiento agricola de epoca reciente. Y ahora las Pirámides de Güimar son rodeadas de construcciones. El centro he sido creado por Fred Olsen.